Giuseppe Petese Leuca (Castrignano del Capo)

Lupo di Mare

Nato: 2025-10-06 – Mancato il : 2025-10-06

Giuseppe Petese

Storia

IL LUPO DI MARE

La leggenda del “Lupo di Mare” comincia sul finire degli anni ’60.
All’epoca noi adolescenti di Castrignano giocavamo alle palline, a “giocatori” e “curipizzo”, e andavamo in chiesa più per guardare le ragazze che per pregare. Erano tempi in cui perfino uscire con un amico poteva compromettere la reputazione di una giovane fanciulla.

Fu allora che arrivò dall’estero, bello e ribelle come un arcangelo, Giuseppe Petese, per tutti Pippi. La sua Alfa Romeo coupé bianca, simbolo di spregiudicatezza e benessere, accendeva la fantasia dei giovani paesani, facendoli sognare viaggi in Svizzera e una vita oltre le mura castranti di Castrignano.

Pippi diventò mito quando dall’auto scese la moglie: altissima, elegantissima, disinvolta… per noi incarnava la femminilità che fino ad allora ci era sembrata un miraggio, da ella ebbe l’unica figlia emigrata da Leuca Dubois Sarah (Psicologa), oggi vive a Tricase.

La sensazione che il mondo stesse cambiando si fece certezza quando Pippi, barman in Svizzera, decise di aprire un vero bar nel paese. Non più una tettoia scalcinata dove si beveva vino e si giocava a scopa, ma un locale moderno: l’ingresso, ricavato da un vecchio androne, ricordava quello di un night; e poi c’era il juke-box, un parallelepipedo elegante con rivestimento in legno, che per noi era il simbolo stesso della modernità.

Dove potevamo andare, se non lì? E dietro il bancone c’era Marianna: già il nome, esotico per le nostre contrade, contribuiva al fascino del The Club.

Qualche anno più tardi, Pippi aprì Il Lupo di Mare a Leuca. Anche lì portò uno stile nuovo nella gestione dei locali turistici. Rimarranno celebri le sue cameriere tedesche e, tra loro, la splendida Heidi: fu lei a portare a Leuca il primo monokini.

Noi eravamo ormai cresciuti, ma in quell’ambiente ci sentivamo catapultati nei locali di Monaco o Amsterdam. Il juke-box era sempre lo stesso, Marianna non più: Pippi aveva cambiato compagna. Col passare del tempo cambiò anche lui: barba marinara, capelli da bucaniere, e il carattere di un vero pirata.

Il mito si consacrò definitivamente durante una tempesta violentissima, con il mare oltre forza otto. Al largo di Leuca uno yacht era in pericolo. Pippi non esitò: si tuffò nel mare spannatu, raggiunse a nuoto l’imbarcazione in balìa delle onde, salì a bordo e la condusse, dopo miglia di navigazione, fino al sicuro porto di Otranto. Da terra, familiari e amici seguirono l’impresa con stupore e ansia.

La leggenda, alimentata dai ricordi e dalle avventure di ogni giorno, si rinnova di generazione in generazione. Il Lupo di Mare continua ad affascinare, nonostante l’invidia dei detrattori.

Nella sua vita ebbe diverse avventure, anche commerciali, fu precursore ideale ma non solo dei tempi con il Bar Europeo e altre iniziative come la gru per imbarcazioni di piccola stazza al porto, il mare era il suo sangue e sommozzatore si tuffava in esso in tutte le stagioni ricavandone ogni ben di Dio e il secondo figlio adottivo Patrick Fisher ne ereditò la passione.

Oggi non c’è più e nonostante pregi e difetti di ogni uomo rimane nell’immaginario della memoria collettiva con l’appellativo di Lupo di Mare.

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