Vittorio Buccarello Castrignano del Capo

Non solo Scrittore

Vittorio Buccarello

Storia

Un nuovo volume di poesie arricchisce il repertorio già ben colmo di Vittorio Buccarello, figlio di una terra del Sud riarsa, provata dall’arsura non solo atmosferica. Forse è proprio questa condizione di finitudine aspra e arcigna, bagnata perennemente dai due mari e fustigata dal vento di scirocco umidiccio, il faugnu, o sferzata dalla tramontana, a permeare lo spirito inquieto e indomito dei suoi abitanti. In questo senso Vittorio Buccarello ne è l’emblema.

Conosco bene le sue ultime fatiche letterarie per averle recensite: il romanzo “Camminando sulle foglie” del 2021, autobiografico, e “Sterpaglie di nostalgia”, prose e poesie che si intercalano come per prendere fiato. A cui si aggiungono “La voce che sogna” (2017), “Esuli del tempo” (2020) e “Mamma Oronza: la voce della fede” (2022). Il dispiegarsi del libero pensiero razionale e il sogno portato e sconvolto dal vento. E’ abbastanza per capire la passione che sprona, turba, sconvolge e infine sembra acquietare Vittorio Buccarello. Non è una parabola, ma un percorso vitale.

Ora turbolento, ora quieto, speranzoso dall’alto dei suoi 80 anni. Ne ha viste tante, Vittorio, e le ha affrontate con spirito anelante, preoccupato per le sorti della sua terra e del mondo, perso in vane aspirazioni di gloria illusoria. Non la kléos dei greci persa nei meandri del mito ma la bramosia spasmodica di potere da conseguire con tutti i mezzi: la corruzione e la violenza, la guerra distruttrice di uomini, bambini e città intere ridotte ad un cumulo di macerie.

Ora Vittorio trascorre i suoi giorni guardando indietro e preparandosi per il futuro, per questo sgomento ma anche rasserenato di aver compiuto tutti i passi e aver fatto tutte le scelte possibili, per quanto consentivano le sue forze, per assicurare alla famiglia, alla cara moglie, ai figli e ai suoi conterranei oltre tutto un pensiero finale soave e rasserenante.

Vittorio Buccarello fratello di Angelo Buccarello , una vocazione profonda quella di padre Angelo, con radici che affondano nell’infanzia, come scrive nel suo memoriale: “Sono nato a Salignano, una frazione di Castrignano in Puglia, vicino a Leuca (Lecce). A 3 km dal mare. Era il 1942, quindi in piena guerra. La mia famiglia era povera ma non poverissima.

di Paolo Rausa

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Recensione - Inserimento il 06/10/2025

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