Salvatore Toma Maglie

Poeta Salentino

Nato: 1951-05-11 – Mancato il : 1987-03-17

Salvatore Toma

Storia

Giovane poeta salentino morto suicida a soli 36 anni.
Ingenuo, ribelle, polemico, feroce, leggero, favoloso. Per lui, Salvatore Toma (1951 - 1987), è stata riproposta la vecchia formula del "poeta maledetto" per cui dovremmo pensarlo come un Tristan Corbière in motorino per le strade di Maglie o un beffardo Rimbaud del profondo Sud che periodicamente inviava strampalate richieste di iscrizione ai Lions del suo paese e cartoline di insulti ad alcuni famosi poeti di Milano che per lui rappresentavano il potere editoriale.

Nel 1980 Maria Corti riuscì a fargli pubblicare cinque poesie sulla rivista "Alfabeta" e poi, una sera a Maglie, si impegnò a scrivere qualcosa su Forse ci siamo (l'ultimo libro pubblicato in vita dal poeta). Ma il tempo passava e della recensione promessa sembrava che la studiosa si fosse dimenticata. Alla morte di Calvino però, nel 1985, Toma lesse su Repubblica un pezzo di Maria Corti che commemorava il grande scrittore scomparso. Immancabilmente dall'ufficio postale di Maglie partì una cartolina: "Adesso so che devo fare per meritare la sua presentazione: comincerò a passare col rosso".

Toma si spense il 17 marzo 1987 all'ospedale di Gagliano del Capo. Aveva 35 anni. La notizia della sua morte fu data da Antonio Errico sul Quotidiano di Lecce con queste parole: "Si dice in giro che Salvatore Toma è morto. Non ci credete. È falso. Pensate solo che non è più su questa terra. Perché così lui vuole che si pensi e non possiamo fargli il torto di tradirlo, proprio adesso".

La prematura scomparsa a Gagliano del Capo del poeta Salentino alimentò intorno alla sua figura un clima di leggenda che egli stesso, con la sua anarchia, le sue stravaganze, il suo isolamento in un bosco di querce, aveva contribuito a creare. Con la recente pubblicazione di Poesie (1970 - 1983) (Musicaos Editore) si fa un grande passo avanti verso il pieno riconoscimento di un poeta tra i più grandi espressi dalla Puglia nel secolo scorso. Il libro, a cura di Luciano Pagano, con interventi di Benedetta Maria Ala, Lorenzo Antonazzo, Annalucia Cudazzo e Simone Giorgio, raccoglie tutte le poesie pubblicate in volume da Toma in un arco di tempo di 13 anni, dal 1970 al 1983.

Non ti credo
ma c’è chi giura che esisti,
forse non ti so cercare
o rassegnarmi a cadere
e tu giochi a nasconderti
non ti fai trovare,
sembriamo
due strani innamorati
ma io ti sento
qui alle mie spalle,
a volte mi sento toccare.

Canzoniere della morte (Einaudi, 1999)

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